Acque potabili: il Decreto 102 NON sostituisce il Decreto 18
Nel settore delle acque destinate al consumo umano si sta diffondendo un uso improprio della terminologia normativa, in particolare l’espressione “analisi delle acque potabili secondo il D.Lgs. 102/2025”.
Dal punto di vista tecnico e giuridico, tale formulazione non è corretta e richiede un chiarimento.
Il D.Lgs. 19 giugno 2025, n. 102 è infatti un provvedimento recante disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18, che resta il riferimento normativo vigente per la qualità delle acque destinate al consumo umano
Ne deriva che il quadro regolatorio non è stato sostituito, ma aggiornato. Le attività analitiche continuano quindi a essere condotte ai sensi del D.Lgs. 18/2023, come modificato.

Inquadramento normativo corretto
| Norma di riferimento | D.Lgs. 18/2023 |
| Ruolo del D.Lgs. 102/2025 | Correttivo e integrativo |
| Formula tecnica corretta | Analisi ai sensi del D.Lgs. 18/2023 e s.m.i. |
| Formula impropria | “Analisi secondo il D.Lgs. 102/2025” |
La distinzione è sostanziale e non solo formale: incide sulla correttezza della documentazione tecnica e sull’allineamento alle prescrizioni normative.
Le principali modifiche introdotte dal D.Lgs. 102/2025
Le modifiche introdotte non ridefiniscono il sistema analitico, ma ne aumentano il livello di complessità tecnica e gestionale, incidendo in modo diretto sulle attività di controllo, monitoraggio e gestione del rischio.
1) Evoluzione dei parametri e contaminanti emergenti
Il decreto rafforza il controllo sui contaminanti emergenti, con particolare riferimento alle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) e all’introduzione del parametro relativo all’acido trifluoroacetico (TFA), per il quale sono previsti obblighi progressivi di monitoraggio e rispetto dei limiti a partire dal 2027
Questo aggiornamento comporta un adeguamento delle strategie di campionamento e delle metodiche analitiche, con una crescente attenzione alla sensibilità e alla robustezza del dato.
2) Centralità dei materiali a contatto con l’acqua
Il decreto introduce un sistema armonizzato per la valutazione dei materiali e dei reagenti che entrano in contatto con l’acqua destinata al consumo umano.
I materiali filtranti, i reagenti chimici e i dispositivi devono rispondere a requisiti definiti a livello europeo (ReMaF), con procedure di autorizzazione, conformità e marcatura. Sono inoltre previste fasi transitorie per l’adeguamento, anche in relazione ai limiti sui metalli come il piombo
Il controllo si estende quindi dall’acqua al sistema tecnologico che la tratta e la distribuisce.
3) Strutturazione dei controlli, dei dati e della trasparenza
Il sistema di controllo viene reso più strutturato attraverso strumenti informativi centralizzati e obblighi di trasmissione dei dati.
La piattaforma AnTeA assume un ruolo centrale nella raccolta e gestione delle informazioni, mentre vengono introdotte tempistiche più stringenti per la comunicazione delle non conformità e obblighi di trasparenza verso gli utenti finali
Il modello evolutivo è quello di un sistema continuo, tracciabile e accessibile.
4) Rafforzamento dell’approccio preventivo e gestione del rischio
I Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA) vengono rafforzati e resi più stringenti, con un’estensione dell’approccio basato sul rischio lungo tutta la filiera idropotabile.
In questo contesto assume rilievo anche la gestione del rischio microbiologico, inclusa la Legionella, che diventa elemento strutturale nei protocolli di controllo per specifiche categorie di edifici ad alta frequentazione.
L’approccio non è più limitato alla verifica della conformità, ma orientato alla prevenzione e al controllo sistemico del rischio.
5) Ridefinizione delle responsabilità lungo la filiera
Il decreto chiarisce e amplia il perimetro delle responsabilità dei soggetti coinvolti, includendo gestori idropotabili, operatori economici e sistemi di distribuzione interna.
La qualità dell’acqua viene quindi seguita lungo tutto il percorso, fino al punto di utilizzo, con una visione integrata tra rete, impianti e utenze finali.
Implicazioni operative per laboratori e operatori
| Ambito | Implicazione tecnica |
|---|---|
| Attività analitica | Aggiornamento dei parametri e delle metodiche |
| Interpretazione del dato | Maggiore integrazione con il contesto normativo |
| Materiali e impianti | Verifica di conformità dei componenti a contatto |
| Gestione del rischio | Rafforzamento dei PSA e del controllo microbiologico |
| Dati e reporting | Obblighi di trasmissione e tracciabilità |
Il D.Lgs. 102/2025 non introduce nuove analisi in senso stretto, ma modifica il contesto tecnico in cui queste vengono progettate ed interpretate.
Conclusioni
Il D.Lgs. 102/2025 rappresenta un aggiornamento rilevante del quadro normativo sulle acque potabili, ma non ne modifica il riferimento di base.
Il sistema resta quello definito dal D.Lgs. 18/2023, oggi evoluto verso un modello più integrato, orientato alla prevenzione del rischio e coerente con il contesto normativo europeo.
L’approccio LAC
Noi di LAC operiamo in questo contesto fornendo supporto analitico e tecnico-normativo, con un approccio che integra dato, metodo e interpretazione legislativa.
L’attività non si limita all’analisi, ma comprende la definizione dei piani di monitoraggio, la lettura critica dei risultati e il supporto nella gestione delle criticità.
Perché, in un sistema sempre più articolato, la qualità non dipende solo dal parametro misurato, ma dalla capacità di interpretarlo correttamente.


